Il “lavoro” del cybercriminale è di penetrare nei server delle aziende, principalmente nei giorni di chiusura dell’azienda. 

In modo che al rientro, i sistemi siano bloccati e richiedano un riscatto.

Il cybercriminale spesso è un membro di qualche organizzazione, presente nel dark web, dove nell’attesa del pagamento i cybercriminal inseriscono un countdown che stablisce la scadenza del riscatto e il giorno nel quale verranno pubblicati i dati trafugati.

Cosa fare in queste situazioni? 

Denunciare immediatamente alla polizia postale o a qualsiasi autorità giudiziaria. 

Ranking Reputazionale

Le organizzazioni di criminali informatici, possiedono un ranking reputazionale che certifica la loro “affidabilità” alle aziende che hanno effettuato il pagamento. 

Inoltre è presente pure una price list degli attacchi, e il riscatto medio è pari circa a 420.000 dollari nel 2020.

Spesso i criminali informatici, sono nascosti dietro un’identità sconosciuti, ma alcuni sono stati rintracciati e sono stati emessi mandati di arresto, tra loro molti giovani dai 19 anni. 

clicca qui per vedere i loro volti https://www.fbi.gov/wanted/cyber 

 

BITCOIN LA VALUTA DEI CYBERCRIMINAL 

E’ sempre più diffuso l’uso della moneta virtuale BITCOIN per le varie esfiltrazione dei dati. 

Un processo crittografato, e sconosciuto, che possiede un codice alfanumerico di 27 caratteri per il deposito del riscatto, solo nel momento della conversione in denaro c’è la possibilità di scovare il criminale, ma c’è da valutare anche i vari limiti dei paesi OFF – SHORE.

In questo periodo data la sicurezza tale del BITCOIN.

La moneta virtuale, si sta diffondendo non solo per usi illegali, ma sta diventato un vero e proprio mezzo di pagamento. 

Tanti attacchi succedono quotidianamente e possono essere di vario tipo, sia causale o mirato su commissione, ciò vuol dire che alcune persone entrano nel portale “oscuro” DarWeb, pagando un attacco verso un’azienda o persona.

Secondo varie indagine 1 VITTIMA SU 4 , paga il RISCATTO anzichè DENUNCIARE, onde evitare, danneggiamenti alla propria reputazione o la diffusione dei propri dati sensibili. 

Ma spesso non valutano che eseguire un pagamento, accordandosi con  i criminali informatici, si va incontro a un reato.

 

Con l’aumento dello smartworking e la pandemia che ha preso sopravvento, gli attacchi dei cybercriminal nel 2020 sono cresciuti del 246% con un +78% delle persone indagate.